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Operatori e cittadini rilasciano una pardela cenicienta verso il mare a Puerto Lajas, Fuerteventura

Fuerteventura, liberate nove aves e parte la protezione delle pardelas

La protezione pardela fuerteventura torna al centro dell’attenzione con una nuova liberazione di fauna selvatica a Puerto Lajas, dove il Cabildo ha rimesso in natura otto pardelas cenicientas atlantiche e un paíño boreal. L’iniziativa ha coinvolto cittadini, operatori ambientali e agenti della polizia locale in una giornata dedicata alla tutela della biodiversità dell’isola.

L’attività rientra nel progetto di educazione ambientale “De vuelta a casa”, inserito nel programma “Conocer para Proteger”. Oltre al rilascio degli esemplari, la giornata ha offerto una formazione pratica su come riconoscere questi uccelli marini, comprenderne il comportamento e intervenire correttamente quando vengono trovati a terra.

Fuerteventura, liberazione a Puerto Lajas nel progetto di protezione pardela fuerteventura

La liberazione è avvenuta nell’area della molina di Puerto Lajas, con la partecipazione di più di 30 persone. Accanto al personale dell’Assessorato all’Ambiente hanno preso parte anche membri del Gruppo Ornitologico Alcaidón de Canarias e gli agenti coinvolti nel servizio di recupero delle pardelas della polizia locale di Puerto del Rosario.

Prima del rilascio, i presenti hanno seguito una conferenza informativa sulla pardela cenicienta, una delle specie marine più emblematiche dell’arcipelago. L’obiettivo non era solo osservare da vicino gli esemplari recuperati, ma anche trasformare la giornata in un momento di apprendimento condiviso, utile per chi vive sull’isola e può trovarsi a contatto con questi animali durante il periodo critico dei primi voli.

Il ritorno in mare di otto pardelas e di un paíño boreal ha reso visibile il lavoro svolto nelle ultime settimane, ma anche la necessità di mantenere alta l’attenzione. In questa fase dell’anno, infatti, molte giovani pardelas lasciano i nidi e iniziano il loro primo volo notturno verso l’oceano, una tappa delicata che può finire male se intervengono fattori di disturbo.

Come l’inquinamento luminoso mette in difficoltà gli uccelli marini

Uno dei punti centrali spiegati durante l’incontro riguarda l’orientamento delle giovani pardelas. Questi uccelli si guidano di notte grazie a riferimenti naturali come la luna, le stelle e l’orizzonte. Quando però incontrano luci artificiali troppo intense, possono disorientarsi, deviare dalla rotta e finire a terra invece di raggiungere il mare.

Il problema non riguarda solo le strade, ma anche i centri abitati, gli hotel e le zone costiere molto illuminate. Per questo la campagna annuale del Cabildo insiste sulla riduzione dell’inquinamento luminoso nelle settimane tra ottobre e novembre, periodo in cui si concentra la partenza dei giovani esemplari. Anche piccoli gesti, come spegnere le luci non necessarie, possono fare la differenza.

Per chi vive a Fuerteventura, questo aspetto ha un valore concreto. Le aree turistiche, le abitazioni vicine alla costa e le attività commerciali possono contribuire, anche involontariamente, al disorientamento degli uccelli. La sensibilizzazione diventa quindi una misura di responsabilità collettiva, non solo ambientale ma anche territoriale, perché tutela il patrimonio naturale dell’isola.

Che cosa fare se si trova una pardela in strada o in spiaggia

Le indicazioni diffuse sono chiare: se si trova una pardela a terra, non bisogna liberarla autonomamente. Anche quando l’animale sembra in buone condizioni, deve essere prima controllato da un veterinario del servizio di recupero. La prima azione corretta è chiamare il 112, segnalando con precisione il punto del ritrovamento.

Nel frattempo, l’esemplare va raccolto con attenzione, usando un asciugamano o un indumento simile, facendo cura di proteggere il becco e di non stressarlo. Poi va sistemato in una scatola di cartone ventilata, chiusa e collocata in un luogo fresco, tranquillo e all’ombra. Non bisogna dare né cibo né acqua, perché si rischia di peggiorare la situazione.

È importante annotare sulla scatola il luogo esatto in cui l’uccello è stato trovato e attendere le indicazioni del servizio di recupero. Anche in caso di animale morto, la segnalazione al 112 resta necessaria. Questo passaggio, che può sembrare secondario, è invece decisivo per monitorare la situazione e coordinare meglio gli interventi sull’isola.

Dal recupero alla sensibilizzazione: un modello utile per la vita sull’isola

La giornata di Puerto Lajas mostra come la tutela dell’ambiente possa diventare anche un’occasione di partecipazione civile. Chi interviene nel recupero, chi assiste alla liberazione e chi riceve informazioni corrette finisce per contribuire a un sistema di protezione più efficace, soprattutto in un territorio insulare dove la biodiversità è parte essenziale dell’identità locale.

Dal punto di vista pratico, il progetto “De vuelta a casa” aiuta a rendere più immediato il rapporto tra istituzioni e cittadini. Non si limita a raccontare una specie da proteggere, ma fornisce strumenti utili per agire nel momento giusto. Questo è particolarmente importante in una realtà come Fuerteventura, dove turismo, urbanizzazione costiera e conservazione devono convivere con equilibrio.

L’insight più utile che emerge da questa iniziativa è semplice: la protezione della fauna non dipende solo dagli specialisti, ma anche dalla capacità della popolazione di riconoscere un problema e reagire nel modo corretto. Nelle prossime settimane, quando aumenteranno i casi di disorientamento, la tempestività dei cittadini potrà fare la differenza tra un recupero riuscito e una perdita evitabile.

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