Fuerteventura, Cueva de la Negra verso la demolizione
La demolizione Cueva de la Negra è tornata al centro del dibattito a Fuerteventura, dopo la nuova scadenza fissata per il 21 settembre per l’abbattimento dell’ultima casa ancora in piedi nell’area di Jandía. La decisione riapre una questione che non riguarda solo un immobile, ma anche la possibile tutela di un frammento di storia costiera dell’isola.
Il caso coinvolge la famiglia che da anni cerca di conservare l’abitazione e le istituzioni chiamate a pronunciarsi sulla sua sorte. Il Cabildo aveva già bloccato un primo tentativo di demolizione per studiarne i valori culturali, storici e archeologici, mentre ora AM-CC chiede di fermare tutto fino alla conclusione del procedimento.
Demolizione Cueva de la Negra: nuovo scontro tra Costas e AM-CC
La nuova data indicata per la demolizione Cueva de la Negra ha riacceso il confronto tra la Direzione Generale della Costa e del Mare e l’Asamblea Majorera-Coalición Canaria. Per il partito nazionalista, andare avanti con l’abbattimento prima di completare gli studi sul bene significherebbe chiudere una vicenda senza conoscere fino in fondo il suo possibile valore patrimoniale.
Il punto centrale, in questa fase, è proprio il tempo. Da un lato c’è l’ordine amministrativo che spinge verso la demolizione dell’ultima casa rimasta nell’area; dall’altro c’è la richiesta di sospensione avanzata da chi ritiene che il bene debba essere documentato prima di essere cancellato. In casi come questo, una volta eseguita la demolizione, non esiste più alcun margine per recuperare ciò che potrebbe essere andato perduto.
Perché il Cabildo di Fuerteventura ha chiesto di fermare l’abbattimento
Il Cabildo di Fuerteventura aveva già adottato misure cautelari in agosto, dopo il primo tentativo di intervento previsto per il 26 del mese. La sospensione era stata motivata dalla necessità di studiare e documentare i possibili valori culturali, storici e archeologici dell’immobile, situato inoltre vicino a un sito archeologico. Questo dettaglio ha rafforzato la richiesta di approfondimento.
Secondo la posizione espressa da AM-CC, la priorità dovrebbe essere quella di consentire agli esperti di verificare se l’edificio abbia un interesse storico da proteggere. Il partito parla di valori etnografici e archeologici che andrebbero analizzati prima di assumere una decisione definitiva. Per chi vive sull’isola, casi del genere mostrano quanto siano delicate le relazioni tra tutela del territorio, memoria locale e disciplina del demanio costiero.
Una choza con oltre 150 anni di storia e il peso della memoria locale
La demolizione Cueva de la Negra non riguarda una costruzione qualsiasi. AM-CC sostiene che l’abitazione sia stata conservata per generazioni e che faccia parte della storia e dell’identità di Fuerteventura. Secondo questa lettura, la perdita dell’immobile non avrebbe soltanto un effetto materiale, ma rappresenterebbe anche la cancellazione di una traccia importante del passato majorero.
Il sito, in passato, ospitava fino a quindici chozas. Dopo gli interventi del 2009 ne erano rimaste soltanto due, e una di queste è stata già demolita nel mese di luglio. Il progressivo arretramento di queste costruzioni spiega perché il caso abbia assunto un valore simbolico: non si discute solo di un edificio, ma della sopravvivenza di un paesaggio umano e costiero che racconta un pezzo dell’isola.
Competenze sulle coste e richiesta di più autonomia per le Canarie
La vicenda ha riportato anche al centro il tema delle competenze istituzionali sulla gestione del litorale. AM-CC chiede allo Stato il trasferimento completo delle funzioni alla comunità autonoma e sostiene che una maggiore capacità decisionale delle Canarie consentirebbe di proteggere meglio i nuclei costieri e le famiglie storicamente legate al mare.
In questa fase, tuttavia, la ripartizione resta parziale: le Canarie hanno assunto dal gennaio 2023 alcune competenze su autorizzazioni e concessioni, mentre lo Stato conserva poteri essenziali sul demanio pubblico marittimo-terrestre, come la delimitazione e il recupero. La futura legge canaria di gestione del litorale è ancora in fase iniziale e dovrà muoversi entro questo equilibrio istituzionale.
Che cosa può cambiare per il territorio e per chi segue questi casi da vicino
Per Fuerteventura, episodi come questo hanno un valore che va oltre la singola casa. Quando si intrecciano patrimonio, costiera e procedure amministrative, il risultato può incidere sul modo in cui vengono letti e tutelati i luoghi storici dell’isola. Per residenti, associazioni e amministrazioni locali, la questione diventa un precedente importante: capire se e come un bene possa essere studiato prima di essere rimosso.
Il caso Cueva de la Negra mostra anche quanto sia necessario un coordinamento chiaro tra enti diversi, soprattutto nei contesti insulari dove il rapporto tra territorio e memoria è particolarmente sensibile. Se la sospensione sarà confermata o se la demolizione procederà, la decisione avrà comunque effetti concreti sul modo in cui Fuerteventura gestisce la protezione del proprio litorale e delle sue testimonianze storiche.
Per chi vive sull’isola, la vicenda è un promemoria utile: nei processi che toccano coste, abitazioni storiche e vincoli amministrativi, i tempi della burocrazia possono diventare decisivi quanto il merito della tutela. Seguire questi passaggi aiuta a capire come evolveranno, nei prossimi mesi, le politiche locali su territorio, patrimonio e gestione del mare.
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